FACTORY BANCA MANZANO

L’obiettivo dell’iniziativa è semplice ma in grado di cambiare il futuro di molti giovani friulani, come spiega il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Manzano, Silvano Zamò: «Vogliamo offrire una reale opportunità ai giovani imprenditori, soci della nostra banca, di realizzare i loro progetti innovativi in spazi dedicati. Crediamo che la Factory sia un ottimo modo per riuscirci».

La Factory mette a disposizione 3 uffici da due persone, 3 da una persona, un “open space” da sei persone per i giovani professionisti operanti nel campo della creatività e 4 spazi comuni. Le imprese selezionate potranno avere accesso gratuito alla Factory di piazza XXVI Luglio, insediando la loro impresa per un periodo di 12 mesi. Gli verrà data anche la possibilità di seguire lezioni e seminari gratuiti di approfondimento su tematiche inerenti lo sviluppo di start-up e la gestione d’impresa grazie alle attività di Friuli Innovazione.
«Siamo stati i primi a proporre un’iniziativa di questo tipo rivolta ai giovani – chiarisce il direttore generale di Bcc Manzano, Angelo Zanutto – ora ci aspettiamo una buona risposta da parte del territorio, sperando che l’esperienza della Factory possa essere replicata in diverse parti del Friuli».

«In forza dello spirito di cooperazione che caratterizza questo progetto – spiega il promotore dell’iniziativa, Carlo Piemonte, presidente del gruppo giovani di Banca Manzano “Future Factory” – abbiamo voluto coinvolgere nel progetto anche dei partner locali già attivi nel mondo delle start-up e dell'innovazione, e quindi Friuli Innovazione, importante incubatore di imprese certificato della provincia di Udine, e il Gruppo giovani industriali di Udine, che con il progetto “Start&Go” ha dimostrato di essere particolarmente attento alle start-up più innovative».

Gli spazi della “Factory Banca di Manzano”, ricavati nel palazzo Moretti di piazza XXVI Luglio per l’insediamento di 12 nuove imprese, sono un intervento di recupero architettonico di pregio, che costituisce il primo caso in Italia di un istituto di credito cooperativo che si fa propulsore d'impresa.
Il recupero dell’edificio è stato proposto da tre progettiste che fanno parte di Future Factory, il gruppo giovani della Banca di Manzano: Valentina Vidoni, Maria del Mar Aroca Aranda e Marzena Ciesielka. Un interessante mix culturale europeo, frutto delle contaminazioni tra le scuole di design italiana, polacca e spagnola.

Nella progettazione della Factory Banca Manzano le progettiste hanno identificato tre diverse tipologie di spazi/funzioni: lavoro, cooperazione, connessione. Per questo, accanto ai tradizionali uffici, trovano posto un ampio open space per dare sfogo alla creatività, un’ampia sala riunioni con una finestra sulla città per potersi confrontare con i clienti, proporre progetti e instaurare rapporti di lavoro, una sala relax ricavata in ambiente vivace e colorato. La hall di ingresso è stata concepita come una piazza: un luogo centrale, il fulcro di tutte le attività, luogo privilegiato dello scambio di sinergie. Uno spazio quadrato, un vuoto voluto, che si riempirà ogni giorno di relazioni diverse. Al fine di cementare il legame con il territorio, sono stati scelti arredi provenienti dal distretto della Sedia, sede storica della Banca di Manzano.

Poche le indicazioni da seguire per essere ammessi alla Factory: proporre un’iniziativa imprenditoriale in fase di costituzione o costituita al massimo da 6 mesi, possedere una visione innovativa dell’attività economica rispetto al mercato e alla società locale, avere la titolarità dell’impresa o la maggioranza delle quote di partecipazione (in capo a soggetti under 35), essere soci della Banca di Manzano.

L'accesso alla Factory delle nuove imprese è previsto il 31 gennaio di ogni anno. Quindi tenetevi pronti!

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